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Venezia 21 gennaio 2010

Un freddo terribile,la città gelida come nei racconti dei romantici,ma il posto della presentazione:Ateneo Veneto bellissimo,ed i veneziani che avevano affrontato le intemperie per venirmi ad ascoltare mi hanno accolto con grande calore, ed interesse, dimostrato anche dalle numerose domande fatte nel corso della serata.Un grazie particolare va agli oratori: il prof. Gullino che con le sue domande puntigliose ha permesso che io facessi mostra della mia preparazione, il prof Bollino ,che da bravo economista ha un po’ attualizzato la presentazione, e sopratutto Annalisa Balzan, che ha tifato per me sin dall’inizio e senza la quale non avrei potuto accedere a tante delle mie fonti.

Arrivederci Venezia. In Primavera…

Venezia

Sono emozionatissima ,il 21 gennaio presenterò il libro a Venezia,la cittàdegli ideali per i quali Astorre si è immolato per difendere le mura di Famagosta . Quelle mura così adorate che erano state l’ultimo degli sforzi di Astorre architetto dopo tutte quelle di terra che aveva costruito per la Serenissima, finendo con Bergamo.
Spero che i Veneziani siano indulgenti con la mia creatività che qualche volta è andata al di là della reatà storica per lasciar spazio ai sogni.
Mentre sarò a Venezia il pensiero andrà anche ad un altro grande Baglioni:Orazio. Il cui monumento bianco e oro si erge insieme agli altri eroi che hanno reso lustro alla Serenissima nella chiesa di San Giovanni e Paolo.
L’appuntamento è il 21 gennaio all’Ateneo Veneto ore 17 e30

presentazione 19 Novembre 2009

Alla biblioteca di storia moderna la direttrice Stefania Murianni, sempre pronta ad inziative culturali diversificate (dalle politiche della distensione al ruolo della Barbie)ospita un panel rilevante. Mauro Mazza suggerisce un parallelo tra la mia fede e la rabbia e la rabbia e l’orgoglio della ben più famosa Oriana,il professor Fisichella cita addirittura le lettere persiane di Montesquieu ,la prof. Isabella Rauti evidenzia le figure di donne,e Mauro Miccio parla di dialogo interreligioso ed interculturale.
Mi vengono i brividi,ma davvero ho scritto tutte queste cose!?

il palazzo di Astorre


Eccomi di ritorno da Cipro ,ho visitato i luoghi di Astorre :Famagosta ,Sant’Ilario Kirenia .La punta nord dell’isola è bellissima sia per la natura che per le antiche vestigia. C’è un piccolo museo sulle mura che narra delle battaglie ,il ministro mi ha promesso di inserirvi un quadro rappresentante Astorre e una copia delle lettere.
Se volete ripercorrere la strada del nostro eroe c’è una guida di lingua italiana ,persona simpaticissima pronta ad organizzarvi il giro. Guardate il link


Incontro con ministro cipriota/turco del turismo e dei beni culturali Ersan Saner di Cipro Nord.Purtroppo il governo in seguito all’occupazione turca del 1974,non è mai stato riconosciuto anche se di fatto esiste come esistono i turchi ciprioti e le terre di tradizione turco ottomana . Speriamo tutti che si trovi una soluzione che permetta la convivenza pacifica delle due etnie.Attendo vostri commenti su questa situazione

viaggi

Sono in partenza per Cipro. Vedrete con me i luoghi di Astorre .Sono molto emozionata. Per me è un ritorno,ma vedrò tutto con occhi nuovi.Cercherò nei posti i ricordi delle mie intuizioni

presentazioni

Perugia è alle spalle restano foto un pò paludate e vendite alle stelle . Sembra che la gente cominci ad amare il mio libro.Vedremo ciò che succede a Roma ,città dove tutto scorre, nulla impressiona come il fiume che l’attraversa

recensioni e presentazioni

Il 16 Ottobre in pieno eurochocolate mi azzardo a parlare di libri . In una sala bellissima ma vuota uno sparuto gruppo di persone si affaccia. Per fortuna dopo un pò lo sparuto gruppo si ingrossa sempre più ed ad un certo punto eravamo più di 100. Luca Verdone da buon regista ha detto che l’occhio del medaglione sembrava quello di una telecamera ed ha infiammato gli animi parlando degli amori descritti fotografando gli oggetti .

Recensione sulla rete di Astorre II

Annamaria Barbato Ricci ha scritto :Con un titolo criptico ed una copertina severa, in cui campeggia un incuriosente medaglione spezzato, di quelli che sembrano fatti apposta per il riconoscimento fra spie o il ricongiungimento di due gemelli separati alla nascita, Alessandra Oddi Baglioni ha dato alle stampe, con i tipi della Volumnia Editrice, un libro che punta i riflettori su un personaggio rinascimentale, a torto sconosciuto ai più: “Astorre II Baglioni – Guerriero e letterato”. Un suo antenato, d’accordo, ma che fior d’antenato! Martire della difesa di Cipro, dove con un pugno di uomini resse mesi e mesi l’assedio degli Ottomani, consapevole di essere l’ultimo baluardo della Cristianità contro le orde di Selim Pascià – che combatteva in nome di Allah ma che si era meritato l’appellativo di “Ubriacone” – Astorre II rappresenta l’aristocratico perfetto, osservante della religione del sacrificio personale e dell’esempio, quali elementi irrinunciabili del condottiero. Va a merito di Alessandra l’aver saputo far parlare la storia in una vicenda che la storiografia divulgativa e, segnatamente, quella scolastica, ha frettolosamente messo in soffitta, affidandola all’approfondimento di ristretti circoli di specialisti. E, invece, Astorre II merita ben altro destino. Un uomo di multiformi capacità, guerriero famoso sin dall’età più verde, architetto militare della Repubblica di Venezia, sagace e capace di guardare lontano nel tempo.Ma se, per scoprire tutto lo snodarsi della vita, v’invito a leggere con attenzione il libro, scritto con una raffinata ricerca dei particolari, due flashes li faccio volentieri.Il baricentro dell’io narrante è proprio in quel medaglione suddiviso a metà, sempre indosso prima ad Astorre II ed a suo fratello, Adriano, orfani del trucidato e tradito Gentile Baglioni (una faida familiare di supremazia dinastica ne aveva decretato la fine precoce); poi al nostro eroe ed alla bellissima ed intrepida moglie, Ginevra Salviati, nipote dei Medici, una personalità adeguata al marito conductor. E’ davvero singolare che la voce fuori campo che inanella il susseguirsi degli eventi sia un oggetto, reso vivo dal messaggio d’immortalità che lo eleva al di sopra degli umani. Un oggetto prezioso e simbolico, adorno del Grifone che indica il carattere fiero e ardimentoso dell’omonimo umano (Astorre o Astore è l’altro nome del mitico uccello predatore). Un carattere che gli serve per assurgere, dalla posizione defilata di nobile provinciale, prima a Roma e poi a Venezia, a ruoli di primo piano e di decisiva autorevolezza.Se Astorre II, sin dal titolo, rivendica il ruolo di protagonista, non me ne vorrete se vi dico che, sia pure in posizione meno esposta, la moglie Ginevra è davvero un personaggio di grande spessore.Se, qualche mese fa mi sono sdilinquita per la plurivedova romana Fulvia, che – come ci ha mirabilmente narrato Enzo Ciampi nel suo “Nulla se non il corpo” – seppe prendere le armi contro Ottaviano per cercare di rivendicare il ruolo di comando a Roma per il proprio marito Marc’Antonio (in tutt’altre molli faccende affaccendato, fra le sinuose braccia di Cleopatra) ed i suoi sogni s’infransero a Perugia; Ginevra Salviati, (un che di affinità con Perugia c’è anche per lei), per volitività non le è da meno. Di bellezza prodigiosa, fece il proverbiale giro delle sette chiese per armare una flotta che andasse in soccorso di Cipro assediata. Affrontò con diplomazia, ma anche con piglio deciso, un Papa beghino – dunque, piuttosto misogino –; un cugino tentennante (Cosimo de’ Medici, peraltro un po’ rintontolito da un matrimonio morganatico che gli riempiva il suo buen retiro di parenti acquisiti ben poco aristocratici); i parsimoniosi genovesi e, botto finale, con un coup de theatre tutto femminile ed un coro greco di donne con parenti assediati a Cipro, Doge e Senato veneziano al gran completo. Era proprio Venezia, che, in teoria, in quanto Signora di Cipro, avrebbe dovuto scapicollarsi a soccorrere gli assediati, la zavorra delle spedizioni d’aiuto. Quando, però, Ginevra riuscì a sbloccare l’empasse, i giorni di Astorre II e dei poveri difensori di Famagosta volgevano già alla fine. Solo poche settimane dopo la loro tragica fine, la Lega Santa coagulatasi intorno al Papa ed a don Giovanni d’Austria (ma la pulce nell’orecchio al Pontefice gliel’aveva insinuata proprio Ginevra) riportò la decisiva vittoria di Lepanto. Quello straordinario capolavoro di battaglia navale, per 500 anni o giù di lì, ha tenuto l’Islam lontano dalle mire espansionistiche dettate dai visionari fondamentalisti. La tragedia umana di Cipro viene descritta dall’Autrice con somma accoratezza, ma anche con parole misurate. Sarà una caratteristica tutta umbra: la sopportazione, il senso del dovere. Astorre II ne è un campione. Ginevra, sanguigna e decisionista, degno contraltare. Proprio come le due metà che s’incastrano in un unico medaglione.http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1065725663461#/profile.php?id=1372348001&ref=name

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