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Controluce – Burri : The real life

Alberto Burri. Una vita d’artista
di Alessandra Oddi Baglioni
Meledonzelli 2015

Quello che però meno si conosce è il Burri privato, il burbero medico umbro che, partito per la guerra in Africa, si ritrova catapultato in un campo di prigionia nel deserto del Texas e che, grazie ai cartoni e i pennelli avuti in dono da un lungimirante caporale dell’esercito americano, scopre il suo talento di pittore.
Dagli episodi di quei giorni di stenti nel West ai primi passi da artista una volta tornato in Italia nel dopoguerra, prende le mosse il racconto di Alessandra Oddi Baglioni, che da umbra e appassionata d’arte ricostruisce il lato intimo del celeberrimo conterraneo, seguendo il filo dell’immaginazione ma basandosi sulle lettere private, le testimonianze e i ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto. Gli amici di Città di Castello, innanzitutto, fedeli compagni delle partite di caccia e di calcio – le due passioni intramontabili di Burri, tifoso sfegatato del Perugia e mattiniero battitore di sentieri boscosi. E poi le amiche, le donne che han- no attraversato la sua vita, sul cui sfondo ha sempre campeggiato l’enigmatica moglie Minsa, ballerina americana. Tutte immortalate da Burri con l’obiettivo di una delle sue trenta macchine fotografiche – altra passione di una vita, finora rimasta sconosciuta e per la prima volta svelata in questo libro, che riproduce le sue foto private, scattate agli amici più intimi.

A raccontare la vita dell’artista sono in queste pagine due personaggi sospesi tra la realtà e il romanzo: la giovane assistente inglese degli esordi – tornata a Città di Castello molti anni dopo la morte del maestro – e un gallerista che da quasi trent’anni custodisce un’opera del tutto speciale: un cretto infinitesimale, della taglia di un francobollo. Sarà quest’opera in miniatura – realmente esistente nella sua Città di Castello – a fare da bandolo di questa sorta di romanzo di una vita, che nel centenario della nascita di Burri ce lo svela in controluce.

English version

The Italian contemporary artist celebrated throughout the world, this is certainly Alberto Burri. The Centre Pompidou in Paris at the Guggenheim in New York, the Tate Gallery in London at the Venice Biennale, via Chicago, Los Angeles, Lisbon, Madrid, there is no great museum in the world that does not have dedicated spaces and prestigious anthologies international. Its cracks – the gigantic works in land and PVA glue – stand out from Gibellina in Los Angeles, and her cellotex are now essential items of contemporary art vocabulary. But what is less known is the private Burri, the gruff Umbrian doctor who left for the war in Africa, he finds himself thrown into a prison camp in the desert of Texas and that, thanks to the cartons and brushes had a gift from a far-sighted US army corporal, discovers his talent as painter

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