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Alberto Burri la vita privata e le passioni

Alberto Burri la vita intima e le passioni



Basta parlare degli eroi di famiglia!  Il mio ultimo libro Controluce racconta la vita privata, le passioni di uno dei maggiori artisti del novecento Alberto Burri ,racconta della sua vita internazionale ma radicata nelle terre dell’alta Umbria. Territori aspri difficili ma di panorami inebrianti che hanno dato l’ispirazione  a pittori di tutti i tempi dal rinascimento ai futuristi, quell’alta valle che ha ispirato Burri me lo ha riconsegnato in spirito affinchè io lo illustrassi a tutti voi.

La vita


Si iscrive alla Facoltà di Medicina di Perugia, che frequenta dal 1934 al 1939 e diventa medico. Sono anni difficili per l’Italia fascista: scoppia la Seconda guerra mondiale e nel 1940 Alberto parte per il fronte africano, arruolato come medico.
Fatto prigioniero dagli inglesi, resta imprigionato in un campo del Nord Africa, prima di essere trasferito dagli americani in Texas, dove inizia a dipingere.
Tornato in Italia nel 1946, Burri si trasferisce a Roma, deciso a diventare un artista e ad abbandonare il mestiere di medico.
Da quel momento la sua vita cambiò radicalmente ed il risultato furono le innumerevoli opere che il grande maestro ci ha lasciato in eredità.

Le mostre 



Alberto Burri la vita intima e le passioni



Nel 1947 fa la sua prima mostra personale alla galleria La Margherita; le sue opere in questo periodo vogliono ancora rappresentare fedelmente la realtà.
Presto, però, si allontana dalle raffigurazioni realiste e comincia ad avvicinarsi all’astrattismo: l’anno dopo, infatti è già impegnato nelle prime composizioni astratte: Bianchi e Catrami.

Nel 1949 realizza SZ1, il primo “Sacco” stampato.
In questi anni crea molte opere e partecipa a molte discussioni artistiche, anche con altri pittori (tra cui Capogrossi).
Partecipa alla Biennale di Venezia e inizia l’opera Grande Sacco.

Dal 1952 realizza i suoi primi sacchi, che sono le sue opere più conosciute, per le quali usa vecchie tele di juta, rattoppate e bucate, come “colore” per la sua pittura.
La sua novità è che egli trova frammenti di materiali diversi e li propone come opera d’arte. Le sue opere, realizzate con catrame, muffe, ferri e plastiche, rivoluzionano il rapporto tra materia, forma e colore.
Le mostre di Chicago e New York del 1953 segnano l’inizio del successo internazionale.

Nel 1954 realizza piccole combustioni su carta. Continua a utilizzare il fuoco anche negli anni successivi, realizzando Legni (1956), Plastiche (1957) e Ferri (1958 circa).

Dal 1955 in poi è riconosciuto artista importante e innovatore in tutto il mondo.
Tra il 1961 e il 1969 Burri realizza il ciclo di Plastiche combuste.

Sul finire degli anni ’60 si trasferisce a Los Angeles.
Visto il suo successo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una sala permanente.

Per tutti gli anni ’70 Burri continua a comporre e realizzare svariate tipologie di opere, anche per il teatro.
Nel 1981 viene inaugurata la Fondazione Burri a Città di Castello.

Il Grande Cretto 

Alberto Burri la vita intima e le passioni

In questi anni Burri si dedica al progetto (interrotto nel 1989) del Grande Cretto per la cittadina siciliana di Gibellina, sconvolta dal terremoto del 1968.
Negli anni ’80 vengono dedicate a Burri tante mostre.

Lasciata la California, Burri si trasferisce a Beaulieu, in Francia, ma continua a frequentare Città di Castello. Nel 1993 espone al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, l’ultimo grande cretto in ceramica, Nero e Oro.

Alberto Burri muore infine a Nizza nel 1995, dopo una vita ricca di viaggi e di esperienze.


Presentazione del libro “Controluce Alberto Burri una vita di artista”

la presentazione ufficiale del mio ultimo libro Controluce Alberto Burri una vita di artista a Palazzo Altieri Francesco Scoppola, direttore Mibac, ha illustrato la doppia lettura del libro quella rigorosa e scientifica e quella fantasiosa che scaturisce dalla creatività dell’autrice. Il regista Luca Verdone lo ha definito perfetto per una fiction televisiva,il pittore Lorenzo Fonda ha confrontato i propri ricordi con quelli dell`autrice, ma l`intervento più scintillante è stato quello di Sgarbi

galleria Borghese

Presentazione alla galleria Borghese .Emozione Li dove tutto è nato.Il quadro è anche un pò mio.Dopo l’introduzione di Ferrigno,Anna Coliva ha descritto l’evoluzione del quadro dai disegni preparatori fino al definitivo,dalla staticità alla cors di Zenebio,poi Claudio Strinati mi ha ddirittura paragonato a Tomas Mann ,saga familiare come queslla tedesca,dove i cambiamenti sociali vengono analizzati attraverso ciò che succede ai componenti di una famiglia.Adriano Rasi Caldogno ha anlizzato la figura di Giampaolo in relazione al ruolo dialettico della repubblica di venezia rispetto al potere papale.Fuori dalle righe emozionante scoppiettante è stato Gianluca Nicoletti ,non si puo raccontare rimando al video.

Nozze rosse

Nella splendida sede del Club di Capocaccia Franco Luigi Satta,e Massimo Donelli hanno parlato del mio libro.

Donelli ha fatto un parallelo con la situazione attuale paragonando lo scudo fiscale al sistema delle indulgenze , Luthero alla Merkel ! Ha rilevato che l`Incipit e` formidabile e detto da lui!

Il 13 Giugno nel bellissimo Teatro di Solomeo il Prof Mario Bellucci,la direttice della Galleria dell`Umbria Tiziana Biganti e lo strenuo difensore delle bellezze italiche il giornalista Sergio Rizzo hanno commentato il mio libro le nozze rosse ma sopratutto hanno discusso della rinascita della citta` ,pertendo dalla mia asserzione che il romanzo e` un atto d`amore verso coloro che hanno contribuito a renderla cosi` bella nel passato e nel presente.
Voi cosa proponete per salvare Perugia ?

Presentazione Nozze Rosse

Finalmente esce il primo libro della trilogia :La storia dei Baglioni nel 500
La terribile strage del luglio del 500 che ispiro` a Raffaello la Deposizione Baglioni,trafugata da Perugia dal Cardinal Borghese ed oggi visibile nella Galleria dal nome omonimo,fa da sfondo alla narrazione della vita di Giampaolo Baglioni.

Apriamo una sottoscrizione per far tornare il quadro a Perugia

The Bloody Wedding

In June 1500 the wedding between Astorre Baglioni and Lavinia Orsini Colonna was celebrated in Perugia. This was conceived as the crucial seal between Rome and Perugia to consolidate the power of the descendants of the first Lord of Perugia: BRACCIO I Baglioni. The wedding festivity, which lasted for days and days, had a sudden and tragic end.  the inward discord of the ruling family blew out in a conspiracy organized by another member of the Baglioni family, Carl Oddo, together with Varano, Della Staffa, Della Cornia , Filippo Baglioni. He even dragged with him Grifonetto Baglioni, the grandson of Braccio I, pumping up stories of an imaginary intrigue of  Grifonetto’s wife Zenobia with Gian Paolo Baglioni. The plotters furious blows killed Astorre and Lavinia, Sigismund, the old Guido, who was the patriarch of the family, and the young Simonetto Baglioni.

After that, their bodies were thrown out of the windows and dragged along to stain with blood the city roads. However not all the Lords of Perugia have been killed. The brave Gian Paolo Baglioni succeeded to escape the slaughter and came back with his braves. When Grifonetto fell into his hands near the famous Church of Sant’ Ercolano, Gian Paolo handed him over for execution to his followers; and in a moment, almost without loss, Gian Paolo became the new Lord of the city. The massacre impressed the people of Perugia.Atalanta Baglioni, Grifonetto’s mother, in memory of her son’s tragic death, commissioned Raphael to paint a Deposition where the characters of that terrible event were to be depicted. In the worldwide famous “Entombment” by Raphael  painted in 1507 she is portrayed as the heartbroken Madonna. Grifonetto is the one bearing the dead Christ and Zenobia, Grifonetto’s wife, is represented as Magdalena.
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