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Amore, sesso e politica al tempo della comunicazione 2.0

In questi giorni a dir poco incerti per la politica del nostro paese, mi piace pensare a come la letteratura s’intrecci con la realtà, a volte essendone specchio, a volte creando strani giochi profetici, del tutto involontari.

Anche il mio Le relazioni pericolose 2019 non fa eccezione. Anzi.

In questo romanzo si parla di molti argomenti. Dell’amore, nelle sue tante sfaccettature, tenere e crudeli, nelle trame contorte e spesso perverse che riesce a intrecciare, delle conquiste e delle sconfitte di cui è motore.

Si parla di luoghi, che finiscono con l’essere scenari inconsapevoli della tragedia di cui sono protagonisti i miei personaggi.

Si parla anche di politica, ebbene sì.

Ne parla Isabella, ricordando un episodio avvenuto a casa sua, che aveva avuto come protagonista l’allora capo dei servizi segreti. E ne parla schernendo i politici di oggi, troppo spaventati per trasgredire veramente.

Ne parla Giacomo, coinvolto dapprima indirettamente, poi in modo più spregiudicato, in vicende nelle quali forse farebbe meglio a non immischiarsi. Enzo, il marito di Ginevra, la donna che lui ha deciso di conquistare, è un sindaco 5 Stelle che si ritrova improvvisamente eletto deputato e catapultato nel cuore politico della capitale. Con lui collaborerà anche Marta, madre di Camilla, un’altra vittima del mio moderno Valmont. Non posso dirvi molto di più riguardo al coinvolgimento di Giacomo con la parabola politica di Enzo, per non svelarvi troppo della trama. Lascio a voi il piacere di scoprirla.

Tornando alla visione politica dei miei personaggi, confrontata con la realtà a cui stiamo assistendo, con un certo disincanto, ammetiamolo, in quest’ultimo periodo, mi piace citare una frase di Giacomo, che a un certo punto, scrivendo a Isabella del marito di Ginevra, afferma: “Sai, da quando sono arrivati al governo, questi nuovi politici pensano che tutti cerchino di ingannarli e si tengono lontani da qualsiasi forma di pubblicità. Vedrai quando avranno assaggiato il potere quante comparsate televisive e paparazzate su richiesta ci toccherà subire!”

Ricorda qualcosa, o qualcuno?

In un’epoca in cui tutto è apparenza, in cui la popolarità vale più del merito e i followers e gli amici ‘virtuali’ contano più di quelli veri, anche la politica deve scendere a patti con le nuove tecnologie. Abbiamo visto uomini venuti dal nulla scalare i consensi della nazione grazie alla Rete, abbiamo assistito a referendum on line e a dibattiti politici via Twitter. Ogni giorno, su Facebook si discute di politica, spesso senza alcuna cognizione di causa, mentre Instagram ci regala istantanee di coloro i quali dovrebbero governare il paese intenti a fare di tutto fuorché il proprio lavoro..

Nel mio romanzo non ho voluto certo prendere posizioni riguardo alla politica, no. Ma ho parlato di cosa significhi comunicare nel 2019, anzi, ho lasciato che le vicende dei miei personaggi prendessero forma e vita solo attraverso i loro messaggi, le loro e-mail, i loro whatsapp.

È l’amore 2.0, la politica 2.0, il mondo 2.0.
Mi piace che sia così?
Non è questo il punto.
Io racconto solo storie.

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